La predolescenza è quel periodo della vita dove dici a tua figlia: ‘Non chiudere la porta che non ho le chiavi.’ E dietro di te senti la serratura che scatta e lei che sghignazza.#soloperdire

Confidenze…grazie al mio amico di penna 

‘Quando ero piccolo, i miei genitori erano già divorziati. Ero tra i primi bambini a vivere il divorzio e mi sentivo un’alieno.

Poi in classe il maestro chiedeva : ‘Che lavoro fa tuo padre?’ 

Gli altri rispondevano: il medico, il dentista, l’impiegato. Io non sapevo mai se dire il disoccupato, l’invalido o il viandante. Tanto non lo vedevo mai, per me cambiava poco. E mi sentivo in colpa di non poter annoverare anche il mio nella lista degli ‘importanti’.

Ora che sono grande, se qualcuno mi chiede: ‘Ma tuo padre ? Non parli mai di lui. È ancora vivo?’

Posso dire: ‘Si, è vivo: fa l’attore ed il regista. È in giro per il mondo.’ Ometto di dire: ‘Il suo mondo.’

Ma questo è sufficiente per sentirmi protetto, in pace con le domande indiscrete che, da bambino, mi fulminavano e alle quali non sapevo mai rispondere.

Se avessi saputo mentire già allora.. Tutto sarebbe stato più facile. Forse.

Ora sono grande, ma non si smette mai di essere figli di un padre nomade.

Assente.’

La posta di Berenice…gli amici assicuratori

Cara Berenice,

una mia amica è diventata venditrice di assicurazioni quindi, non c’è bisogno che lo dica, prova spesso a propinarmi nuove assicurazioni chiedendomi, inoltre, numeri telefonici di altri amici e colleghi per poter proporre loro l’affare del secolo.

Come posso fare, per interrompere questa catena che sta diventando molesta?

Ciao e grazie Alessandra 
Cara Alessandra,

il mio dilemma è: risponderti da mediatrice o da vicina che ha vissuto una situazione analoga? Propendo per la seconda..

Anch’io ho una conoscenza che, improvvisamente e per necessità, ha tentato la via del ‘brokeraggio’: mai come in quel periodo la mia vita poteva essere in pericolo, minacciata da ‘sinistri’ imprevedibili e infortuni vari. Fortunatamente per me (meno per lei) sono piuttosto ansiosa e, quindi, quello che potevo garantirmi come protezione l’avevo già stipulato in passato con il mio assicuratore.

Fatto sta che, per simpatia e su sua insistenza, ho incontrato lei e il suo nuovo capo spiegando bene ad entrambi che per correttezza, avendo un amico assicuratore da anni, ho sempre fatto tutto con lui e mi pareva scorretto cambiare persona di fiducia. Hanno capito e mollato la presa.

Questa mia amica mi ha fatto molta tenerezza perchè lei ha cercato di riciclarsi in un’altra attività e io amo sempre lo spirito di chi si mette in gioco e ci riprova e per me era frustrante non poterle minimamente venire incontro. Ma così era.

Ora fa un altro lavoro, egregiamente, ed è soddisfatta.

Ma il senso di colpa per non aver stipulato nessuna polizza è ancora presente in me tanto che, quando una mia amica diventa venditrice porta a porta di trucchi, elettrodomestici o foglie di platano da metterti in faccia in stile tappezzeria, non resisto e compro, compro e compro.
Alla faccia del Feng shui!

Le chat di WhatsApp :)

Vi è mai capitato di essere inseriti in una chat in WhatsApp senza che nessuno vi abbia chiesto se l’idea poteva piacervi?Sono sicura di si: le chat sono un nuovo modo di comunicare in gruppo, creando e mantenendo relazioni, anche lontane.

Quando la chat è quella delle vostre amiche prescelte beh.. Tanto meglio. Quando invece si tratta del gruppo delle zie, delle sorelle, delle consuocere di tua suocera allora li sì: sono cavoli amari.

1. Parlano di parenti vivi e defunti che voi non avete nemmeno incontrato una volta in vita vostra.

2. Vi obbligano a vedere immagini di cibo scattate in ristoranti qualsiasi per ‘Tenere a mente il piatto da fare alla festa a sorpresa della prozia novantenne.’

3. Potenzialmente vi invieranno diverse foto al giorno di nipotini che stanno mettendo i dentini o che fanno la cacca nel vasino (e perché no, anche la foto dell’opera in diretta).

4. Le catene pasquali e natalizie, quelle che devi girare a 10 persone e con un unico messaggio tieni fede all’obiettivo (peccato però che lo stesso verrà ri-inviato 10 volte, sempre nello stesso gruppo e pertanto sarai costretta a sentire 10 volte: bip bip).

5. Talking Tom che fa battutacce a sfondo sessuale con risolino annesso (diverse volte perché poi, se impari il gioco, è divertente che ognuno dica la sua).

6. Citazioni sulla vita, l’amore, gli uomini e…

 E basta!!

Non fa nulla. Pensate positivo e siate contenti di essere stati inseriti in una chat di famiglia: significa che vi vogliono bene e vogliono tenere un legame con voi o perlomeno non vogliono farvi sentire escluse. Guardate i vantaggi: saprete esattamente come relazionarvi con la cugina di terzo grado il giorno che verrà in visita nella vostra città. 

Conoscerete i nomi e le abitudini di persone, fino a tempo fa, sconosciute.

E poi sappiate che c’è di peggio: le chat che comprendono anche alcuni candidati alle prossime elezioni che, per l’occasione, danno retta a tutti e sparano a zero su chi non la pensa come loro. 

Per una chat o per l’altra non potete assolutamente pensare di uscirne. Continuate a farne parte e ricordatevi che, o la suocera o un ipotetico quasi sindaco, è sempre meglio tenerseli amici.

La chat delle prozie continuerà ad esistere mentre quella dei candidati politici, pian piano, perderà interesse dopo le elezioni e – nel giro di qualche settimana – sarai diventata tu l’admin e l’unica partecipante del gruppo.

🙂

La relazione di coppia (in parte..)

Qui la relazione, già iniziata ed in divenire, inizia.

Il cambiamento contraddistingue l’essere umano e ciò che conta è cambiare, senza perdersi. Riconoscersi, nonostante tutto (dentro e attorno a noi) sia in mutamento. Rispettarsi, al di là di quello che riteniamo un dato acquisito o qualcosa di scontato.

Continuare a lottare, insieme, per proseguire nel progetto di vita comune.

Ciononostante non sempre è possibile, non sempre la vita mette di fronte a circostanze che aiutano ma, anzi, viviamo momenti che mettono a dura prova i rapporti (in generale). In questo caso, quando sentiamo che le forze iniziano a cedere, è davvero utile chiedere aiuto ad un esperto che ci accompagni in un percorso di riscoperta dell’altro o che aiuti le persone in gioco a prendere coscienza delle scelte che si desiderano compiere. 

Con affetto 

Berenice

 

Verso una comunicazione etica..

In questi periodi siamo quasi assuefatti da un modo di comunicare aggressivo e poco rispettoso che rischiamo di confondere -per ciò che ci viene raccontato da chi lo usa – con una modalità di rivolgersi al prossimo ‘diretta’ e sincera. 

Per primi, alcuni politici, usano termini coloriti e per nulla istituzionali per poter arrivare in maniera più immediata al cuore del paese, al cuore dell’elettorato.

Io trovo che ci sia una sostanziale differenza tra l’essere ‘diretti, dicendo pertanto ciò che si pensa’ e irrispettosi dell’identità altrui, usando spesso gerghi e modalità poco concilianti e denigratori.

Essere diretti è una dote bellissima che va, opportunamente, calibrata con sensibilità e diplomazia altrimenti siamo a rischio di invasione della sensibilità altrui, ferendo e infierendo.

A tale scopo voglio appoggiare una comunicazione etica che tenga davvero conto della responsabilità delle proprie parole e di quello che ne consegue.

Insegnamo ai nostri figli il rispetto e poi siamo i primi a ‘deficitare’ nelle relazioni di vicinato e territoriali. Ci sfugge davanti a loro un ‘..Però ha ragione…’ quando sentiamo discorsi duri e irrispettosi alla tv o nei social, avvallando così la teoria che chi urla più forte può avere più facilmente ragione.

Mi piace pormi degli obiettivi quotidiani e quello di oggi, che voglio portare con me per molto più tempo fino a farlo diventare parte integrante del mio modo di agire, è quello di appoggiare unicamente comunicazioni eticamente corrette, indignandomi nel momento in cui dovessi assistere a una comunicazione meno rispettosa o aggressiva.

Sono certa che una gentilezza di fondo, ora come ora, può solo che salvarci.

Buona serata!

Berenice

L’epifania tutte le feste porta via…

  

Quante volte abbiamo sentito questo detto? 

In un modo o nell’altro fa parte della nostra storia perché prima o poi tutti l’abbiamo sentito citare o, a nostra volta, l’abbiamo dichiarato.

A me personalmente, questo giorno, crea sempre un mix di malinconia e speranza: malinconia per i bellissimi giorni di festa passati con le persone care e speranza che questi giorni di attesa e di serenità possano continuare ad accompagnarmi nel corso dei prossimi mesi.

Natale – é innegabile – porta con sè più apertura e desiderio di stare con gli altri, in modo più sincero e spontaneo (i grinch non me ne vogliano…;))

Detto questo auguro a voi di mantenere e preservare i legami creati, di coltivare le relazioni perse e forse ritrovate e di avere legami felici ed appaganti per tutto il corso dell’anno, come se fosse sempre Natale.

A presto !

Berenice

Relazioni: la cena aziendale

  
Se viene organizzata, vi tocca. Che sia messa in agenda in un giorno infrasettimanale o che sia programmata per sabato, momento in cui state finalmente staccando per due meritati giorni dall’energia stacanovista, originale, subdola o isterica di diverse persone.
E quando queste adunate coinvolgono anche i coniugi ed i figli? Siete a conoscenza dell’odio che nutre il vostro collega per l’infanzia in generale e quel giorno lo vedete dilungarsi in sorrisi e artefatte coccole verso i vostri eredi ben sapendo che, a fine serata, si spruzzerà uno speciale repellente anti muco nasale (= prodotto naturale creato in ingenti quantità del quale i bambini non restano mai senza).

Si anche questo succede nel periodo pre natalizio. Boicottare la cena è – all’occhio di tutti – molto snob e fastidioso, esserci con l’intera famiglia è snervante per tanti e -proprio per questo – si è optato per la cena informale tra colleghi.

Momenti in cui scopri che il collega lavoratore indefesso ed introverso – se beve un bicchiere di vino in più – inizia a piangere ricordando il rimpianto amore adolescenziale.

Quello che ha la battuta sempre pronta e si improvvisa presentatore, estraendo dalla giacca pacchetti e volendo così farvi giocare a tutti i costi al ‘gioco dei pacchi’ perché a Natale: ‘Volemose tutti bene e divertiamoci insieme!’

La ‘signorina Silvani’ del piano vi rivela di aver fatto un corso di burlesque e, improvvisamente la trovate catapultata sul tavolo, ammiccante come una velina.

La Dj mancata, quella che se a una cena, a un aperitivo, a una festa o anche a un raduno in parrocchia, non sente YMCA si intristisce, fa il broncio tutta la sera e ripete più volte ‘Quanto siete vecchi e noiosi.’

Tutto questo è divertente ma è da dimenticare in fretta in quanto lunedì, complice la domenica di pentimento e di sobrietà, la situazione tornerà ‘normale’.

Con il collega lavoratore indefesso, la simpatia del collega mattatore mai – sopra – le – righe, la ‘signorina Silvani’ che continuerà a lavorare, sorridendo ma tenendo alto il livello di guardia e la collega DJ che continuerà ad ascoltare nelle cuffie durante la sua pausa pranzo: ‘A E I O U…. Ipsilon !’

Avete tempo un anno, per decidere in quale veste calarvi alla prossima cena. E nel frattempo, siate pazienti. Altri lo sono con voi.

Per intanto…Buona cena aziendale a tutti!

Relazioni: cene di Natale come se non ci fosse un domani …

  
‘cara Berenice,

tra non molto inizieranno le cene e gli aperitivi di Natale. Io sono già stanco all’idea. Tu cosa ne pensi?’

Marco

Anche a voi capita?

Premetto che adoro il Natale, l’atmosfera che si respira e gli incontri con parenti e amici stretti.

Premetto che per me, dopo le vacanze di Ognissanti, è tempo buono per iniziare a togliere dalla cantina addobbi e decorazioni che inizio, pian piano, a pregustare ancora dentro all’imballaggio.

Vi anticipo che il mio sogno erotico tra novembre e gennaio diventa Michael Bublè che canta ‘All I want for Christmas’.

Fatto questo lungo preambolo che fa di me un fan scatenata del presepe, di elfi e di canti natalizi, posso dire che si, condivido con Marco che la ricerca smodata di incontrarsi prima di Natale è stancante.

Amici ed ex compagni di scuola che ti bloccano l’agenda nei primi giorni di novembre perché ‘non si sa mai ma sarebbe un peccato non scambiarci gli auguri.’

Ma che credete che la profezia dei Maya sia ancora attiva? Pensate che tutto finirà con il 1 gennaio del prossimo anno come per l’arrivo del 2000? Io non credo.

Visto che non ho più un’età atta a farsi sopraffare dalla smania di ‘esserci per forza’ cerco di selezionare gli amici che davvero voglio vedere da quelli che ti fanno sentire in obbligo perché è Natale.

E tra quelli che tengo ci sono anche gli amici che hanno davvero bisogno di un momento speciale con te (ed io con loro) perché magari il momento non è dei migliori.
Voglio riservarmi del tempo per pensare, per riflettere e per trovare buoni propositi che mi accompagnino nel 2016 e che mi aiutino ad essere una persona migliore.
Quindi caro Marco ti consiglio di scegliere le persone con cui davvero vuoi passare dei momenti piacevoli, per tornare a casa arricchito dentro, sentendo che davvero é ‘quasi Natale.’
Buon serata

Berenice